Ade e Persefone
Letteratura,  Società

Stereotipi culturali attraverso le storie mitiche: Persefone ha scelto l’oltretomba per Amore

Persefone non è la donna debole dipinta dalle opere letterarie; è colei che ha scelto mangiando il melograno, è artefice del proprio destino perché ha capito il segreto dell’equilibrio tra la vita e il buio, l’ e il dolore.

Ade e Persefone
Ade e Persefone

Il mito di Persefone è arrivato a noi grazie alla letteratura. Tra le tante trattazioni abbiamo sempre trovato una ragazza debole e sottomessa, colei ingannata e intrappolata nel regno dei morti per via del desiderio di un uomo. Di cosa è fatta la nostra cultura se non di storie? In cosa consistono i nostri ‘valori’? Negli insegnamenti che abbiamo ricevuto nel tempo attraverso le storie raccontate di generazione in generazione.

Persefone è l’emblema della vita, dell’alternanza di giorno e notte, dell’esistenza del bene e del male, dell’equilibro del cosmo. Eppure la letteratura maschilista l’ha sempre etichettata come la donna debole e sottomessa. In una reinterpretazione del mito si scopre che in realtà Persefone ha scelto per sé il proprio destino. Così come Christa Wolf spiega reinterpretando il mito di Medea, la donna non si è lasciata ‘trascinare’, molto probabilmente avrà fatto le sue scelte. Medea non viene rapita da Giasone, uomo forte e tenace, bensì è colei che sale sulla barca insieme al compagno, colei che gli dà forza, ma anche colei che ha deciso di abbandonare la Colchide.

Il Mito

Ade e Persefone
Ade e Persefone

Persefone è figlia di Zeus e Demetra. Ade, il fratello di Zeus, aveva puntato gli occhi su sua figlia decidendo di andare a parlare con il padre per renderla regina del suo regno. Zeus era il fortunato: Ade era costretto a vivere nel regno dei morti, come avrebbe potuto negargli una donna ? Acconsentì.

Ade conquistò Persefone con un mazzo di narcisi: quando lei si abbassò per coglierli, la terra si spaccò in due, Ade la rapì. Ma che cos’è in fondo questo rapimento? Non potrebbe essere una semplice metafora dell’innamoramento? Chi lo dice che Ade abbia rapito davvero con forza la ragazza e che lei si sia lasciata trasportare? Probabilmente Persefone rimase incantata dal nobile gesto dell’uomo e non aveva avuto paura del buio.

Il carro la portò all’interno della terra, attraverso la spaccatura creatasi. Si racconta una Persefone spaurita, agitata, illusa, eppure molto incuriosita da quel mondo così cupo.

Demetra impazzì di dolore. Non trovò più la figlia e ando da Helios, il Sole che tutto vede, a chiedere di lei. Helios svelò il mistero e Demetra cadde nello sconforto più totale: la terra era divenuta un vero disastro, i raccolti seccavano e i fiori morivano, la vita si era spenta, come si era spento l’umore della dea.

Una volta arrivata da Zeus la donna si disperò: voleva indietro la sua amata figlia. Nell’interpretazione del mito di Paola Mastrocola in L’amore prima di noi, Zeus fa un discorso sull’amore: “L’ è cambiamento” spiega a Demetra “E il cambiamento fa parte del ciclo naturale, è il senso delle cose“.

Ci saranno le stagioni, il tempo in cui le piante germogliano e il tempo in cui le foglie cadono e la terra inaridisce sotto la morsa del gelo“. Parlava del tempo della vita e quello della morte. Ade nel frattempo abbracciava la sua amata e la riempiva di attenzioni, tra il buio delle ombre dolenti si facevano compagnia. Quando all’improvviso arrivò Hermes, il messaggero degli dei, per notificargli il richiamo di Zeus: voleva sua figlia indietro, nel nome di Demetra. Vigeva un’unica nel regno dei morti, la Legge delle Moire: se avesse mangiato un qualsiasi cibo nel regno, non sarebbe potuta più andar via.

La conclusione del mito mostrava il re Ade che induceva la sua regina a mangiare il melograno: prima di farla salire nel regno del padre, con una gentile carezza, le incastrò tra le labbra i chicchi del frutto; il patto era sigillato per sempre.

Persefone, la povera sciocca che mangia il melograno?

Persefone mangia il melograno
Persefone mangia il melograno

Siamo sicuri che Persefone fosse così ingenua da non conoscere la delle Moire? Perché la storia continua a narrare questo finale del mito? E’ mai possibile che la regina dell’ombra non conoscesse i giochi? Nell’interpretazione di Mastrocola, infatti, non è così. Persefone inganna tutti, anche suo padre: gli confida di non essere a conoscenza della legge, di aver ingoiato il melograno ingenuamente.

E invece Persefone era una donna che aveva scelto già dall’inizio. Aveva capito il ruolo dell’: lei sarebbe stata la regina delle tenebre al fianco di Ade perché aveva vissuto in entrambi i regni così da diventare cosciente dell’importanza dell’equilibrio tra la vita e la morte.

Il patto l’aveva divisa in due per amore: sei mesi tra i morti con Ade, sei mesi tra i vivi con la madre Demetra. “Da allora sulla terra ci sono le stagioni e gli uomini hanno imparato ad aspettare” spiega Mastrocola, d’estate ci sono i colori e il proliferare di frutta; l’inverno tornerà quando Demetra sarà presa dalla tristezza per il ritorno della figlia nel regno buio: gli uomini aspettano con pazienza al fuoco delle loro case, sanno che devono attendere che ritorni la luce.

Persefone aveva capito che la felicità e l’infelicità sono delle variabili necessarie alla vita stessa: che l’ e il dolore sono divisi da una linea sottile; non si può sperare di amare per felicità, si deve imparare ad amare anche le ombre, è questo l’equilibrio che muove il mondo e tutte le cose. E’ proprio questo il concetto che forse manca alle generazioni di oggi: si ama anche con sofferenza, non esiste solo la luce e il buio non si potrà sostituire per sempre con un altro spiraglio di felicità. Le scelte facili non porteranno mai alla verità che muove il mondo. Persefone lo sapeva già, non avrebbe scelto altra luce perché aveva apprezzato l’ nella sua forma più fredda: quella del regno dei morti.

Persefone è una donna che ha scelto per sé, sceglie l’ombra in nome dell’

Quel che Zeus non sa è che Persefone ha scelto consapevolmente di mangiare i chicchi del melograno” spiega Mastrocola. La regina dell’ombra conosceva bene la delle Moire, anzi, se n’è servita. Non avrebbe mai lasciato l’oltretomba perché è proprio nei suoi tormenti, nelle zone ombrose della sua mente che ha capito il senso dell’amore. Persefone non si è donata ad Ade, è lei che ha scelto di rimanere al suo fianco.

Persefone sceglie, sceglie per sé, sceglie per sua madre e per il suo compagno: non è l’ingenua che si lascia rapire. Persefone ha scelto l’oltretomba perché è colei che porta la luce, perché “Aveva imparato che l’ è anche ombra: è amore di quel lato oscuro che non è morte, ma semplicemente l’altra parte della vita“.

Claudia Manildo

Condividi:

Un commento

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.