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Società

Il maschicidio esiste? L’idea del Sole 24 Ore

Il 28 giugno il Sole 24 Ore pubblicava Il maschicidio in e i suoi numeri, un articolo sul problema degli uomini che vengono usccisi nel nostro Paese. Come previsto, le parole hanno riscosso parecchia indignazione, tanto che l’articolo è prontamente modificato e aggiornato al giorno seguente. Ma cosa c’era scritto di così sconvolgente?

Non faremo il nome del giornalista, dal momento che l’intenzione del nostro articolo non è quella di denunciare ma di far riflettere. Riteniamo sia importante, però, palesare alcuni aspetti fondamentali.

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Il maschicidio secondo il Sole 24 Ore

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Il maschicidio in Italia (Pixabay)

In primis, a destare maggiore polemica è il termine maschicidio. Per anni si è fatto il possibile affinchè la parola femminicidio fosse compresa nel suo pieno significato, e non come “semplice” di una donna. Per moltissimo tempo le femministe ( e non solo) di tutto il mondo si sono battute affinchè fosse riconosciuta la matrice di genere come aggravante. Evidentemente c’è ancora molto da fare se, nel 2021, si pensa ancora di poter risolvere il problema della disparità di genere coniando un termiche come maschicidio, che nulla ha a che fare con il cuore del problema.

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“Non tutti gli omicidi sono uguali: quelli che assumono una particolare rilevanza sociale in contesti violenti, per esempio in ambito familiare, riguardano il 40,1% degli imputati”. La frase è stata estrapolata dal suddetto articolo ed è la cartina tornasole di un problema culturale ancora troppo radicato. Un femminicidio è l’uccisione di una donna da perte di un uomo per motivi legati ai ruoli di genere, affermando così il potere di quest’ultimo su di lei. Se una donna viene investita da un’auto non si tratta di femminicidio, ma se la stessa viene uccisa dall’ex marito perchè lei ha deciso di mettere fine alla loro storia allora sì. Un concetto così semplice ma così difficile da fare proprio, se si propone come controparte la percentuale di uomini accusati di violento.

L’articolo continua, asserendo come gli uomini siano uccisi per la maggior parte da sconosciuti. Un discorso che fa acqua da tutte le parti, soprattutto quando a parlare sono i numeri. Secondo l’analisi delle sentenze di femminicidio svolta da Ministero della Giustizia, il 75% dei femminicidi avviene nell’ambito familiare (dati Istat). É questo uno dei motivi per cui si continua a lottare e per cui l’articolo è aspramente criticato. Ma non è tutto.

Donne che odiano le donne

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L’idea del Sole 24 Ore (Pixabay)

Nella fase finale, l’articolo del Sole parla di un “disagio tra i sessi” come causa dei femminicidi, citando anche un nome abbastanza noto nel settore: quello di Barbara Benedettelli. La scrittrice, che si occuopa da tempo di temi come quello del femminicidio, ha espresso la sua opinione sul maschicidio. “Negli ultimi tempi possiamo parlare di odio antropoligico femminile verso gli uomini?”, ha esordito la Benedettelli sul suo blog. “Il maschio è inteso come portatore di un mondo arcaico di cui vendicarsi”, si sul sito della scrittrice.

Questi sono concetti purtroppo ancora molto radicati, che vogliono il movimento femminile come opposto a quello maschile in un’eterna lotta all’egemonia. Non c’è una fazione che vuole vendicarsi di un’altra, non c’è un moviemento che vuole avere il dominio sull’altro, dal momento che la parità di genere è il principale obiettivo. E avvalorare un certo tipo di narrativa che vede le donne come cattive e vogliose di vendetta, non fa altro che screditare gli anni di lotte, banalizzandole e risolvendole in una semplice voglia di comando.

Non basta ribadire come in il femmincidio sia ancora una piaga ben marcata (basti pensare solo alle 35 vittime dall’inizio dell’anno) se poi un giornale come il Sole 24 Ore parla di maschicidio senza pensare alla reale situazione del Paese. E se si continua a pensare che il femminicidio sia un pretesto per odiare il genere maschile, i danni sono maggiori. Tutte le vittime di meritano rispetto, tanto le donne quanto gli uomini, ma davanti ad un emergenza come quella dell’uccisione quasi sistematica di donne per mano di ex mariti, fidanzati ecc non può e non deve lasciare spazio ai continui tentativi di discredito.

di Eleonora Di Vincenzo

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